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Consorzio irriguo. Zito prende le distanze

Lo fa alla riunione del Cdz Ceronava Campo di Mare. Il vicesindaco: «Non ero a conoscenza dell’invito alla adesione  della Multiservizi» 

di TONI MORETTI

CERVETERI – Si è tenuta domenica scorsa la riunione del Comitato di zona Cerenova Campo di Mare presso il centro polivalente di via Luni. Per l’occasione, il presidente Enzo Musardo aveva invitato a partecipare il vice sindaco Giuseppe Zito, che è anche assessore al bilancio e ai lavori pubblici per avere dei chiarimenti sul nascente, per lo meno per qualche ‘’genitore preoccupato’’, consorzio irriguo che per come poi si è sviluppato, con l’ausilio di molta fantasia e di pochissime conoscenze operative, avrebbe assunto servizi essenziali per la frazione come la cura del verde pubblico con conseguente potatura degli alberi e taglio dell’erba, servizi che attualmente svolge senza infamia la Multiservizi Caerite, società per azioni in house in quanto partecipata dal comune col 100 per cento del capitale. Tanto per ricordare, c’è da dire che il Comitato di zona ha espresso sempre un parere sfavorevole alla costituzione di un consorzio dei cittadini già da quando venne paventato come una necessità in quanto con un laconico annuncio, la Multiservizi dichiarava che per sopraggiunte modifiche normative non avrebbe più potuto esercitare l’attività di gestore del servizio irriguo e che l’unica via possibile era, offrendosi anche di supportarne con consigli tecnici la costituzione, quella che i cittadini, appunto consorziandosi, stabilissero un rapporto di fornitura diretto con il consorzio dell’Agro Romano. 
La manovra non piacque al comitato che si sperticò nel proporre soluzioni alternative mentre intanto circolava una lettera con l’invito all’adesione a questa soluzione. Quando alla riunione di cui si parla, il vice sindaco afferma che di tutta la questione del consorzio, lui non ne sapeva niente, che ne è venuto a conoscenza solo quando il consorzio dell’Agro Romano gli chiese spiegazioni sulla volontà di alcuni cittadini che volevano operare in quel modo, probabilmente i primi “genitori preoccupati” che se ne fecero promotori, e che lui personalmente era comunque propenso ad altre soluzioni, il gelo ruppe l’afa imperante ma la cosa più clamorosa è stato sentirsi dire dal responsabile dei lavori pubblici che, nonostante la cessione delle aree pubbliche avvenuta a suo tempo da parte del costruttore di Cerenova non vi erano documenti che comprovassero l’acquisizione delle reti idriche al patrimonio comunale e né tantomeno un collaudo delle stesse a quel momento e che la Multiservizi, tutto quello che faceva, gestione dell’acqua irrigua, verde pubblico, illuminazione ecc. lo faceva senza che vi fosse niente di contrattualizzato tra l’Ente e la società, e che il segretario comunale si stava adoperando per risolvere il problema e vedere di colmare tale “vuoto”. 
Da verifiche successive notiamo che l’unico atto che poteva essere considerato affinché la Multiservizi potesse operare senza uno specifico contratto di servizio, era una deliberazione del Consiglio comunale, la n. 53 de 16 dicembre 2013, con oggetto ‘‘Esame Regolamento servizio irruguo. Feterminazioni’’ che in un passaggio così recita: «La gestione del servizio idrico integrato del Comune di Cerveteri è stata poi affidata alla Società Multiservizi Caerite S.p.A., interamente partecipata comunale, il cui rapporto era regolato da contratto di servizio approvato con deliberazione di Consiglio comunale n. 45 del 19 dicembre 2003 per la durata, stabilita all’art. 3 comma 3, pari a quella del soggetto affidatario e comunque fino al subentro di Acea Ato2». 
Vien da pensare: Saranno queste chiarificatrici prese di distanza da quanto sino ad ora detto e fatto sull’argomento, la causa di qualche schiaffo chiarificatore?

(11 Lug 2019 - Ore 09:30)

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