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«Consiglieri incompetenti e allarmisti»

Il vicesindaco Perretta punta il dito contro agli esponenti del Movimento civico Ladispoli Città sulla vicenda relativa al sabbiodotto. Al centro della discussione il campionamento della sabbia alla base dei fossi per un eventuale ripascimento della spiaggia e una lettera della Regione Lazio in risposta a una richiesta della Capitaneria di Porto

LADISPOLI - «La Regione Lazio risponde ad una richiesta della locale Capitaneria di Porto dando una lettura precisa di quale sia la propria competenza in materia di movimentazione dei sedimenti». Il vicesindaco e assessore al Demanio Marittimo Pierpaolo Perretta torna a puntare il dito contro il Movimento civico Ladispoli città. Nei giorni scorsi i consiglieri di opposizione del movimento, Eugenio Trani e Maria Concetta Palermo avevano sollevato dubbi sulla realizzazione del sabbiodotto per il ripascimento delle spiagge. Nodo del contendere una nota della Pisana dove si spiegava che in caso di movimentazione e dragaggio di sabbia, il Comune avrebbe dovuto chiedere un'autorizzazione. «La Regione esplicita una ovvietà e cioè che una cosa sono i prelievi per i quali non vi è necessità di autorizzazione regionale – ha sottolineato Perretta – altro è la vera e propria movimentazione dove invece è necessaria una formale espressione della stessa. Una ovvietà, naturalmente, per chi conosce o dovrebbe conoscere, la normativa di riferimento. Ma informarsi non è attività che i consiglieri comunali del movimento Ladispoli città sono soliti fare: meglio gettare fango a priori e a prescindere. Per evitare inutili e dannosi fraintendimenti è bene precisare che l'amministrazione Grando sta procedendo, in accordo con la Regione Lazio, alla rimodulazione dell’intervento di difesa costiera relativo ad un finanziamento ministeriale di oltre 10 anni fa. Finanziamento che le passate amministrazioni, tutte targate Pd, erano riuscite a farsi togliere e che questa Amministrazione è riuscita a far tornare nella disponibilità del comune.Tale finanziamento prevedeva, tra le azioni da porre in essere, anche il ripascimento morbido, ossia, in sintesi, la movimentazione di sabbia da un sito di partenza ad un sito di atterraggio. Movimentazione che deve essere autorizzata dalla Regione, ente competente in tale materia. Ovviamente tale autorizzazione può essere concessa solo se la sabbia “aggiunta” sia microbiologicamente utilizzabile e sia compatibile da un punto di vista gralunometrico e cromatico ed altro ancora. Tali informazioni sono parte integrante ed imprescindibile della istanza da presentare alla Regione e si chiamano caratterizzazioni. Come si caratterizza la sabbia? Attraverso prelievi che, come specificato dalla stessa Regione nella lettera citata dal movimento civico, non necessitano di nessuna autorizzazione regionale. Ed è quello che si sta facendo a Ladispoli – ha sottolineato Perretta -: si sta procedendo alla caratterizzazione della nostra sabbia per poi procedere, previa autorizzazione Regionale, ad un ripascimento. Questo solo per quanto riguarda l’aspetto della movimentazione, il progetto di difesa costiera è infatti molto più articolato. Siamo, quindi, di fronte ad una goffa strumentalizzazione che dimostra, ancora una volta, alla città in che modo si muove la vecchia politica locale: montando casi che non esistono al solo fine di danneggiare l’avversario politico di turno. Il danno, anche di immagine, che simili azioni producono a Ladispoli è secondario se non di nessuna importanza per chi le pone in essere. Quello che, inoltre, fa riflettere è il grado di informazione e conoscenza delle normative in questo territorio: il DM 173/2016 è una legge fondamentale che ha regolato compiutamente la materia della movimentazione dei sedimenti in Italia: confondere prelievi finalizzati ad analisi con azioni di dragaggio e/o ripascimento è circostanza che desta molta preoccupazione. È proprio il caso di dire – ha concluso Perretta – che l’unica vera bocciatura di questo fine anno scolastico è quella dei consiglieri comunali del Movimento Ladispoli Città a cui bisognerebbe consegnare due simboliche orecchie d’asino».

 

(12 Giu 2019 - Ore 09:51)

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